C’era una volta, nel cuore del villaggio di Willowbrook, un allegro cane marrone di nome Pepper. Pepper era un compagno fedele dei bambini, sempre pronto per giochi e avventure. Gli abitanti del villaggio la adoravano, perché li proteggeva dalle volpi, scacciava i corvi e, a volte, con il solo abbaiare, faceva sentire tutti al sicuro.
Ma oltre il villaggio, nel profondo della foresta ombrosa, si aggirava un temibile lupo mannaro chiamato Grimfang. Grimfang era enorme, con pelliccia grigia e arruffata, occhi gialli brillanti e un ululato che faceva tremare gli alberi. Ogni luna piena, Grimfang pattugliava il bordo del bosco, in cerca di un’occasione per intrufolarsi a Willowbrook.

Improvvisamente, un brivido strano attraversò il villaggio. La musica si fermò. I bambini si strinsero insieme, aggrappandosi al pelo di Pepper. Dall’oscurità oltre le casette, si udì un ululato – lungo, lamentoso e selvaggio. Gli abitanti rimasero immobili, perché conoscevano la leggenda: quando la luna era piena e si udiva l’ululato, Grimfang sarebbe venuto.
Pepper drizzò le orecchie. Poteva percepire un odore che non proveniva né dalla foresta né da alcun animale conosciuto. Con coraggio, trotto verso il limite del villaggio, annusando l’aria. Gli abitanti la osservavano dalle porte chiuse mentre Pepper si dirigeva nella radura illuminata dalla luna, con la coda alta.

Pepper, pur con il cuore che batteva forte, rimase ferma. "Willowbrook è sotto la mia protezione stanotte. Non puoi passare."
Grimfang rise, un suono basso e rimbombante. "Cosa può fare un piccolo cane per fermare un potente lupo mannaro?"

Grimfang, orgoglioso e sicuro della sua forza, accettò la sfida. "Qual è questa sfida, cane?"
"Una corsa intorno al grande quercia," dichiarò Pepper, indicando con il muso l’albero antico al centro della radura. "Se vinci tu, il villaggio è tuo per stanotte. Se vinco io, devi andare via."

Al grido di Pepper, iniziarono a correre! Grimfang era veloce e potente, ma non era abituato a correre in cerchio. Pepper, agile e astuta, zigzagava tra le radici, tra le foglie e saltando sui rami caduti. Grimfang, nella fretta e nella fame, inciampò e cadde, le grandi zampe impigliate nelle radici.
Pepper passò avanti e toccò l’albero per prima. Abbaiò trionfante. Grimfang, ansimante e imbarazzato, fissò il cane astuto. "Una promessa è una promessa," gli ricordò Pepper.
